Secondo il dal rapporto mensile dell’Abi, i tassi sui mutui concessi dalle banche italiane sono scesi ad un valore medio del 3,44% a febbraio contro il 3,5% del mese precedente. Per trovare tassi così bassi bisogna ritornare a settembre del 2011. Questo valore medio sarebbe la spia del fatto che le banche sono pronte a concedere uno spread (ovvero una differenza limitata tra tasso di raccolta e quello di impiego del capitale) interessante, ma solo quando famiglie ed imprese chiedono in prestito una parte modesta del valore dell’immobile – e quindi 60% piuttosto che 70 o 80% (foto by InfoPhoto) …

Lo spread più promettente è quello della Credem: fino al 30 aprile sarà al 2,10%, ma solo per mutui che non superano il 50% del valore della casa. Dietro questa offerta c’è quella di Unicredit: lo spread sale al 2,5%, e si può chiedere fino al 60% del valore della casa…

I dati vengono confermati dall’Agenzia delle Entrate, secondo cui il tasso medio dei finanziamenti è sceso dello 0,3%, ed è ormai sotto il 4%. E “la rata mensile iniziale ha subito nel 2013 un decremento di circa il -5,2% rispetto al 2012, con una media nazionale pari a 682 euro“. L’80% dei mutui sono a tasso variabile (ci si aspetta bassi tassi di interesse a lungo). Per il Fisco sono diminuiti nel numero del 7,7%, e del 10,6% in valore.