Come ho scritto qualche giorno fa, “nel settore dei mutui a dicembre è arrivato un +6,5%. E si tratta del sesto mese di rialzo consecutivo“… Meno male, c’è da dire, ma le condizioni del mercato restano difficili sia per le “famiglie” che per gli “operatori” – come ricorda Simone Capecchi, direttore direttore Sales & Marketing di Crif.

Anche nel 2013 ci sono da registrare contrazioni significative nelle compravendite immobiliari , oltre ad un nuovo calo del prezzo delle abitazioni – in altre parole questo settore registra quella deflazione che spaventa tanto la Banca centrale europea per l’economia della zona Euro.

Questa situazione ha generato un ampio stock di immobili invenduti che non sembrano interessare la potenziale clientela, anche perché una parte significativa della domanda delle famiglie è stata posticipata in vista della ripresa che sembra non arrivare mai.

A differenza del mercato immobiliare italiano, quello britannico è ripartito anche per le politiche della Bank of England. Un indice che mostra in modo preciso la differenza tra il passato ed oggi è rappresentato dallo spread sui mutui- oggi è il triplo di quello che era allora…

Forse sarebbe il caso che la Bce pensasse di seguire il modello inglese concedendo una Ltro condizionata all’erogazione di mutui a spread inferiori a quelli attuali… E qualcosa potrebbe fare anche a livello di moral suasion sugli istituti di credito, visto che il tasso di default sui mutui è passato dall’1,6 al 2%.

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