Molti degli abitanti dell’Emilia Romagna rischiano seriamente di passare da uno stato di agiatezza a uno di povertà.

Colpa naturalmente della crisi.Ma soprattutto dei mutui a cui ricorrono gran parte degli abitanti per comprare una casa.

Gianpietro Cavazza, presidente del centro culturale Francesco Luigi Ferrari di Modena è lapidario:

«Ci vuole una assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, non solo quelle pubbliche, ma pure da parte degli istituti di credito».

La notizia non è una sorpresa ma il pretesto lo offre la presentazione dei dati Istat che hanno analizzato la situazione delle città emiliane.

I risultati presentano numeri allarmanti: il 24%% delle famiglia non riescono a pagare il mutuo che hanno sottoscritto con la propria banca.

Chiaramente chi se la vede peggio sono le famiglie monoreddito, quelle con più di tre figli e tra questi ultimi chi si è sganciato dal nucleo ma non trova lavoro.

Ma c’è un’altra faccia della medaglia: “Alla Caritas – spiega di Giuseppina Caselli direttore della Caritas di Modena-Nonantola –  accade che di questi tempi si rivolgano famiglie per chiedere di intervenire per contribuire alla rata del mutuo o al pagamento delle bollette”.

Segno di una crisi nera, senza precedenti.