Età e redditi medi più alti, con un contratto a tempo indeterminato. Questo l’identikit di chi finanzia l’acquisto della casa con il mutuo che emerge dall’ultimo osservatorio di MutuiOnline di settembre che di mese in mese fotografa con i principali trend del mercato dei mutui del nostro paese, evidenziando gli aspetti più significativi di un comparto fortemente legato all’economia nazionale.

Dall’analisi emerge che tra coloro che richiedono un mutuo la maggioranza, pari a circa il 40,1%, ha tra i 36 e i 45 anni, mentre il 35,2% ha un’età compresa tra i 26 e i 35 anni. E l’età media di chi si appresta ad acquistare casa con un mutuo si conferma in salita: dieci anni fa il 55% dei mutuatari aveva meno di 35 anni, oggi il 60% è invece sopra questa soglia. Aumenta anche il reddito medio di chi accende un mutuo: nel 2002 il 56% delle operazioni riguardava redditi fino a 1.500 euro, mentre nel corso degli anni tale fascia è scesa al 34%. Oggi il 45% dei mutui è erogato nelle fasce di reddito tra 1.500 e 2.500 euro.

Il posto fisso è la caratteristica della grande maggioranza dei richiedenti, che rappresentano oltre l’80% di coloro che accendono un mutuo. Resta invece formalmente limitata a pochi punti percentuali la quota dei lavoratori “atipici”, anche perché i loro redditi, spesso contenuti, rendono difficile ottenere un mutuo di importo sufficiente all’acquisto se non assieme ad altri intestatari.

Chi richiede un mutuo lo fa per acquistare la prima casa (84% delle erogazioni), in aumento di oltre il 15% rispetto allo stesso periodo del 2011 dopo il forte calo delle surroghe, ora meno convenienti. Al secondo posto l’acquisto della seconda casa con il 6,5%, e al terzo la ristrutturazione o costruzione di abitazioni con il 4%, in ripresa anche per le nuove agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni.

Si allunga anche la durata media del mutuo: l’82% dei finanziamenti va dai 20 anni in su. L’anno scorso questa era percentuale era intorno al 75%, e dieci anni fa appena al 30%. L’importo medio dei mutui erogati è pari a poco più di 129.000 euro, leggermente in calo rispetto ai 136 mila euro di un anno fa ma comunque stabile sui livelli degli ultimi cinque anni.