Come sempre siamo in ritardo – in Spagna ci hanno già pensato nel giugno del 2012 -, ma ora anche in Italia si sta prendendo in mano la pratica dei crediti inesigibili. Che fare di quella montagna di soldi che difficilmente torneranno indietro? Secondo l’Associazione bancaria italiana le sofferenze avrebbero superato i 150 miliardi di euro.

Alle banche italiane restano due opzioni. La prima è la creazione di una Bad bank - privata o di sistema, ma la seconda opzione sembra poco probabile - oppure le cartolarizzazioni. Entrambe le soluzioni avrebbero l’obiettivo di liberare risorse da impiegare per l’erogazioni di finanziamenti. Una Bad Bank è stata creata tra il 2008 ed il 2009 dalla Fed. Comprò a prezzi stracciati titoli tossici per poi metterli in vendita qualche anno dopo su un mercato risanato – realizzando una sostanziosa plusvalenza.

Questa prima soluzione è quella che stanno studiando banche come Intesa Sanpaolo e Unicredit. Insieme al fondo americano Kkr stanno pensando di creare una Bad bank italiana. Unicredit ha allo studio anche un progetto di cartolarizzazione per i crediti incagliati… Tutto nella speranza che i segnali di ripresa si irrobustiscano… 

A dicembre Unicredit ha venduto 950 milioni di euro al fondo Cerberus per meno di un centinaio di milioni. Una netta minusvalenza, ma ora il problema è di altri. Sempre a fine anno la banca ha ceduto altri 700 milioni di Non performing loans (Npl) al fondo AnaCap.

Mediobanca, ha – forse farei meglio a scrivere avrebbe – a bilancio ha Npl per circa un miliardo, e sta pensando di creare un fondo cui far conferire gli Npl di altri istituti di credito. Finora hanno dato risposta positiva due banche, ed altre dovrebbero seguirle. Si parla del Credito Valtellinese, del Monte dei Paschi di Siena, del Banco Popolare, della Bper e di altre popolari.

Abbiamo parlato delle cartolarizzazioni: la Finint è stata le prime realtà finanziarie ad importare questo strumento finanziario. Nel 2013 ha fatto operazioni di questo genere per complessivi 500 milioni. Quest’anno si pensa di raddoppiare

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