La pubblicazione dei dati trimestrali di aziende e settori produttivi, in questi giorni, caratterizza la cronaca economica. Per quanto riguarda il settore immobiliare, si registra ancora una volta un calo nelle richieste di mutui. 

I mutuatari non sono più quelli di una volta. Non solo non hanno più un reddito stabile che garantisca alla banca di essere di fronte a buoni pagatori, ma sono sempre più convinti che gli istituti di credito accettino richieste di mutuo soltanto dai mutuatari di profilo medio-alto.

Questa consapevolezza ha innescato un meccanismo di autoselezione che ha contribuito al calo delle richieste di mutuo. E veniamo ai numeri.

Nel terzo trimestre del 2012 le richieste di mutuo sono diminuite del 42 per cento se si effettua un confronto con i dati del 2011, anno in cui si era già registrato un calo del 19 per cento sul 2010.

Sicuramente l’instabilità lavorativa contribuisce a rendere più complesso l’accesso al mercato creditizio. In più c’è da considerare una crisi economica che deprime la sensazione di essere sul viale della ripresa. Le famiglie, a questo punto, si trovano costrette a rinviare gli investimenti.

In termini generali, nel 2012, si assiste ad un calo complessivo del 44 per cento delle richieste di mutuo. Mai in passato c’era stato un andamento simile del settore.