Quali sono le scelte da fare quando accendiamo un mutuo? Durata, importo da richiedere, ma soprattutto la scelta tra il tasso fisso e quello variabile. Quando si sceglie un mutuo a tasso fisso l’operazione sembra apparentemente semplice. Via Internet, o andando a chiedere dei preventivi a diversi istituti bancari, si confrontano i tassi fissi offerti. In realtà si può conoscere il tasso fisso che verrà applicato ad un singolo contratto di mutuo a tasso fisso solo il giorno in cui ci si reca dal notaio. Prima di tale data si può solo tenere d’occhio l’andamento del parametro IRS – Interest Rate Swap – che ovviamente varierà a seconda della durata del mutuo (e a questo tasso la banca aggiungerà uno spread che dovrebbe rappresentare in grosso il guadagno dell’istituto di credito nella transazione).

La maggior parte degli istituti bancari revisiona giornalmente il livello dei tassi fissi sui propri mutui, altre effettuano queste modifiche una volta al mese, lasciando per questo periodo l’offerta invariata. Se non ci sono speciali campagne promozionali un tasso fisso non viene mantenuto per periodi più lunghi. Attenzione a non confondere il mutuo immobiliare a tasso fisso con con quello ad opzione. In questo caso ogni due o tre anni  chi accende il mutuo può scegliere se mantenere il tasso fisso o passare a quello variabile. Questa alternativa può darci qualche possibilità in più di scelta in  certe situazioni, ma rappresenta uno strumento non facile da maneggiare, perché in occasione di ogni revisione – biennale o triennale che sia – determina un aggiornamento del tasso. Per cui se abbiamo acceso il nostro mutuo a tasso fisso in un periodo in cui i tassi di interesse erano bassi, potremo trovarci a pagare una rata più pesante anche se non modifichiamo le nostre scelte. Questa scelta potrebbe essere interessante se abbiamo acceso il mutuo in un periodo con tassi d’interesse elevati e vogliamo godere di eventuali loro riduzioni.