Come si fa a scegliere se mi conviene sottoscrivere dei mutui a tasso fisso o variabile? Per fare una scelta bisogna prima partire da un dato di fatto: è impossibile pronosticare il futuro dei mercati finanziari. Le previsioni economiche sono difficili e spesso le sbagliano anche i cosiddetti esperti.

L’unica possibilità per non fare delle scelte di cui ci potremmo pentire in futuro è affidarci a poche e semplici regolette. Per prima cosa bisogna vedere qual’è il valore dell’Euribor e dell’Eurirs – il primo finisce per determinare i tassi variabili, il secondo quelli fissi. Se il valore è molto basso ed è difficile che ci possano essere ulteriori ribassi, se tra l’offerta a tasso fisso e quella a tasso variabile vi è una differenza entro il punto percentuale, scegliere il tasso variabile potrebbe rivelarsi un brutto affare – in particolare se la durata del mutuo supera i dieci anni.

Alcuni arrivano a stabilire una soglia precisa: è possibile ottenere mutui con un tasso fisso vicino al 5%? Allora conviene approfittarne e scegliere questo tipo di tasso. Ovviamente la convenienza per il tasso fisso si allontana man mano che ci allontaniamo da tale soglia – ovviamente se la superiamo. Se diamo ragione all’ultima regoletta oggi sarebbe quanto mai conveniente scegliere di stipulare un mutuo a tasso fisso, visto che tutte le banche offrono tassi fissi finiti ampiamente sotto la soglia del 4%.

Se stiamo pensando di surrogare il nostro mutuo, è bene pensare alla durata residua del mutuo, se la sua durata è inferiore ai dieci anni, conviene quasi sempre scegliere il tasso variabile. Serve in particolare nella situazione presente, visto che le previsioni dicono che i tassi rimarranno a questi livelli molto bassi per questo e il prossimo anno. Per parlare di aumenti nei tassi di interesse le stime parlano di un periodo compreso tra il 2017 ed il 2019.