Riassunto delle puntate precedenti: l’ultima legge di Stabilità (quella ancora targata governo Letta) aveva creato un Fondo di Garanzia “prima casa” con una dotazione pari a 200 milioni di euro all’anno per tre anni (2014-2016). Per funzionare questa misura aveva bisogno di decreti attuativi che sono arrivati solo alla fine fine di luglio. La Corte dei Conti li ha registrati all’inizio del mese di settembre, e quindi sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il 29 settembre.

Solo ora quindi ci avviciniamo alla fase operativa per il fondo di garanzia, perché sono finalmente in rete i moduli da compilare per la richiesta da presentare alle banche che partecipano all’iniziativa. Visto tutto il tempo passato dall’inizio dell’anno, vale la pena ricordare i soggetti che possono richiedere i mutui agevolati grazie alla copertura del governo italiano.

Per accedere a questa possibilità bisogna avere meno di 35 anni e avere un lavoro a tempo determinato, o atipico, o ancora essere inquilino di alloggi sociali ( se la domanda viene effettuata da una coppia, basta che ad avere meno di 35 anni sia uno dei due componenti). Tra le condizioni poste ci sono le dimensioni dell’alloggio – che non deve superare i 95 metri quadrati, e la categoria catastale: niente A1, A8 e A9 – ovvero le abitazioni considerate di lusso.

Verrà data priorità, nella concessione della garanzia a chi acquista immobili in aree a forte tensione abitativa. L’importo garantito non potrà essere superiore al 50% del capitale preso a prestito. Con questi mutui si potranno erogare al massimo 250.000 euro ad un tasso calmierato – il Teg, ovvero il tasso effettivo globale, non dovrà superare il Tegm, ovvero il valore medio rilevato dal Mef ogni trimestre. Gli importi erogati potranno essere utilizzati per acquistare casa, ristrutturarla o riqualificarla energeticamente.

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