Riassunto delle puntate precedenti.  Cassa Depositi e Prestiti fornirà alle banche che aderiscono a “Plafond casa2 miliardi di euro, che dovrebbero utilizzare per erogare mutui per l’acquisto dell’abitazione principale o per la ristrutturazione e miglioramento dell’efficienza energetica a condizioni particolarmente favorevoli.

Peccato che, a due mesi dal suo varo questa iniziativa sia ancora in alto mare. Una ventina di banche, che corrispondono al 65% degli sportelli italiani, hanno firmato il protocollo di intesa con Cassa Depositi e Prestiti, ma solo quattro – ovvero Banca Sella, Credito Valtellinese, Cassa di Risparmio di Ravenna e Banca di Credito Cooperativo di Riano – sono entrate in fase operativa o quasi.

Le altre, ovvero Banca Agricola Popolare di Ragusa, Banca di Credito P. Azzoaglio, Banca di Piacenza, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Banco di Credito Popolare, Banco Popolare, Binter, Bnl-Bnp Paribis, Carige, Cariparma, Extrabanca, Iccrea Banca, Intesa SanPaolo, MPS, UbiBanca, Unicredit hanno firmato il protocollo ma non hanno ancora predisposto nessun foglio informativo con il dettaglio della convenzione.

L’adesione insomma è positiva perché come rileva il presidente dell’Abi Antonio Patuelli “utilizzando il 90% del Plafond casa per i mutui che coprono il 60% del valore immobiliare, si potrebbero in teoria effettuare 16mila compravendite per un totale da 8 miliardi di euro“.

Per ora l’unica banca che offre sul mercato un mutuo agevolato è Banca Sella: il risparmio è dell’1% sul Taeg - ovvero il del tasso che considera anche le spese accessorie – e dell’1,5% se il termine di confronto è lo spread - ovvero la differenza tra tasso di riferimento è quello effettivamente praticato sul mutuo) con sei diversi prodotti tra tasso fisso e variabile. La durata è di 30 anni e si può prestare fino al 70% del valore dell’immobile.

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