I mutui in Italia sembrano essere in forte ripresa. Secondo il campione dell’Associazione bancaria italiana (Abi) – che comprende 78 banche italiane che rappresentano più o meno l’80% del mercato bancario del nostro paese – nel primo trimestre dell’anno in corso, l’erogazione di nuovi mutui ha raggiunto i 7.897 milioni di euro. Una somma che rappresenta un aumento del 50,4% rispetto ai mutui erogati nel primo trimestre del 2014: 5.250 milioni di euro.

I dati sui mutui erogati nel primo trimestre di quest’anno sono superiori a quelli dello stesso periodo del 20134.337 milioni di euro – e del 20125.177 milioni di euro. Ovviamente la maggioranza delle erogazioni sono rappresentate dai mutui a tasso variabile – rappresentano il 66,7% dei nuovi finanziamenti -, ma sono in crescita i mutui a tasso fisso che nel giro di dodici mesi sono passati dal 18 al 35%.

La forte ripresa del mercato dei mutui ipotecari dipende dai tassi particolarmente bassi. Basti pensare che l’Euribor a tre mesi – a questo tasso sono agganciati i mutui a tasso variabile – è addirittura al di sotto dello zero, mentre il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso – il tasso Irs a 25 anni, collegato al Bund tedesco, è scivolato fino allo 0,73% ed ora è intorno all’1% – per cui è possibile ottenere un mutuo ipotecario ad un tasso fisso inferiore al 3%.

Secondo il Codacons la ripresa dei mutui è un fatto positivo, ma i numeri sono ancora lontani “lontanissimi” dai livelli pre-crisi: “Il dato che vede l’erogazione dei mutui in crescita del 50% rappresenta un segnale positivo ma non eccezionale, se si considera che negli ultimi 7 anni il valore dei mutui concessi ha subito una contrazione pari a 45,1 miliardi di euro“. Un’altra associazione consumatori – l’Unione nazionale consumatori – evidenzia come questi dati siano in contrasto con quelli di Bankitalia. Per la nostra banca centrale, i prestiti delle banche al settore privato sono calati a febbraio del 2% e a gennaio dell’1,8% – il punto di riferimento è lo stesso mese dell’anno precedente. Se si concentra lo sguardo sui prestiti alle famiglie il calo è stato dello 0,4% a febbraio e dello 0,5% a gennaio – il riferimento è sempre a dodici mesi fa.