Regole uguali per tutti. È quanto ha chiesto ieri al Governo il presidente dell’ABI Giuseppe Mussari nel giorno della sua rielezione. La redditività delle banche, infatti, è penalizzata oltre che dalla crisi economica a livello mondiale anche dall’elevato numero di regole e norme introdotte negli ultimi, 500 solo a livello nazionale negli ultimi 5 anni, e dalle richieste di rafforzamento del patrimonio sulla scia di Basilea 3 e dei requisiti imposti dall’EBA.

Il ruolo delle banche

Mussari ha rassicurato che il sistema bancario italiano continuerà a fare la sua parte nel sostenere famiglie e imprese, come confermato dalla nuova moratoria che ha sospeso debiti per 3,6 miliardi, e ha detto che la liquidità ottenuta dalla Bce non è stata sottratta all’economia reale. Il presidente dell’ABI ha poi sottolineato come le sofferenze abbiano superato i 110 miliardi di euro.

Quanto al dialogo con i sindacati, il presidente dell’Abi ha aperto ieri a nuove relazioni industriali per coinvolgere i lavoratori attraverso un salario la cui parte variabile sia legata alla produttività, aumentando così il secondo livello di contrattazione. Mussari ha spiegato che “se io chiedo a un lavoratore che almeno una parte della retribuzione sia capitale di rischio, devo trovare con lui delle modalità affinché sia consapevole di questo rischio e se ne discuta. Questo è il discorso da fare con i sindacati”. Una proposta che è piaciuta ai sindacati.

Mussari si è poi rivolto al ministro Fornero auspicando una soluzione del problema degli esodati, che nel solo settore bancario sarebbero circa 17 mila.