La presenza dell’impresa italiana all’estero è in crescita e con prospettive di investimento. Questo in sintesi il quadro emerso dalla rilevazione annuale dell’Istat sul mondo delle multinazionali italiane, pubblicato oggi.

La presenza delle multinazionali italiane si conferma rilevante e geograficamente diffusa. Oltre 22 mila controllate in 164 Paesi impiegano 1,6 milioni di addetti con un fatturato di 435 miliardi. Nel solo 2010 si è registrato un +818 imprese (+3,8%), +96 mila addetti (+6,4%), +57 miliardi di fatturato (+15%) rispetto all’anno prima. E oltre il 44% delle multinazionali dei servizi e più del 42% di quelle industriali ha dichiarato di aver pianificato nuovi investimenti nel biennio 2011-2012. Investimenti motivati soprattutto dall’accesso ai nuovi mercati.

Secondo lo studio, i settori più internazionalizzati sono l’estrazione di minerali da cave e miniere, la fabbricazione di autoveicoli, la fornitura di energia elettrica e gas e le attività finanziarie e assicurative. Mentre a livello geografico, la Romania, il Brasile e la Cina si confermano i principali Paesi di localizzazione delle attività industriali. Non è un caso se si pensa che il costo del lavoro risulta particolarmente contenuto in Cina, India, Romania e Messico.