La Commissione europea poco fa ha annunciato di aver “temporaneamente approvato un piano di ricapitalizzazione da 3,9 miliardi di euro della terza banca italiana, il Monte dei Paschi di Siena”.

L’approvazione, precisa la Commissione, si è resa necessaria per preservare la “stabilità del sistema finanziario italiano” ed è condizionata alla presentazione, “entro sei mesi”, di un piano di ristrutturazione da parte della banca.

L’aiuto sarà effettuato tramite i cosiddetti Monti Bond, le obbligazioni che l’istituto senese venderà al Tesoro. L’importo incorpora 1,9 miliardi di euro di Tremonti bond e i relativi interessi, che non saranno pagati con azioni ma con altri Monti Bond (come previsto da un emendamento alla legge di stabilità).

L’operazione permetterà, come previsto dalle raccomandazioni dell’Autorità bancaria europea, di portare l’indice di patrimonializzazione tier 1 capital ratio di Mps al 9%.

Le difficoltà della banca derivano dall’esposizione al rischio sovrano italiano, ma, come ha commentato qualche giorno fa il presidente di Mps, Alessandro Profumo, nel corso di un incontro della Fabi (il sindacato dei bancari), “il problema non è la quantità, ma la durata: abbiamo bond al 2041 e al 2034”.

In negativo prima della diffusione della notizia, attualmente il titolo Mps avanza di oltre il 5,5% portandosi a 0,215 euro.