Il lunedì nero di Mps e Carige è solo la punta dell’iceberg. Nell’ultimo mese, mentre i listini azionari hanno perso i guadagni dell’intero 2015 e gli istituti di credito italiani hanno registrato perdite equivalenti a quelli dell’indice europeo Stoxx di settore – ovvero un significativo -16% -, Mps ha registrato un tracollo del 36% e Carige del 28% – e anche le loro obbligazioni – specie quelle subordinate – hanno registrato perdite dello stesso peso.

Questi movimenti sono legati sicuramente alla speculazione, ma parlare solo di cospirazione – magari di matrice straniera – sarebbe esagerato. Chi si muove per colpire le banche italiane lo fa sulla base di una serie di dati di fatto. Il più preoccupante potrebbe essere rappresentato dalla possibilità che la  Bce possa tornare ad occuparsi dei crediti in sofferenza e deteriorati  degli istituti di credito italiani. Lo scenario peggiore sarebbe rappresentato da una Banca centrale europea che chiede ad alcune banche italiane di compiere un maggiore sforzo sul fronte del rafforzamento del loro capitale.

Per molti come il Monte dei Paschi di Siena, potrebbe non esserci più possibile rispondere affermativamente alle nuove richieste. Questo problema si connette ad un altro:  l’incertezza sui tempi che porteranno alla creazione della bad bank - il luogo dove verranno trasferiti i crediti deteriorati. Per Mps e Carige potrebbe rappresentare l’unica ancora di salvezza. Per arrivare ad un definizione della questione dovrebbero accordarsi Unione Europea e governo italiano, e su questo pesa come un macigno il battibecco tra il presidente della Commissione europea, Jean Claude-Juncker, e il primo ministro italiano Matteo Renzi.

L’ultimo fattore che pesa sul futuro delle banche italiane è rappresentato dall’entrata in vigore del bail in - ovvero delle norme che regoleranno d’ora in poi i salvataggi bancari e che impongono di far pagare questi fallimenti prima di tutto ad azionisti ed obbligazionisti della banca . Se il clima con l’Europa non migliora e il capitolo delle sofferenze non si sblocca, quello di ieri rischia di essere solo un’avvisaglia del cattivo tempo che colpirebbe di nuovo il settore finanziario italiano – e quindi l’economia del nostro paese.