In seguito alla diffusione di ieri del rapporto semestrale Mps ha fatto sapere che gli azionisti hanno aperto dei contenziosi per ottenere risarcimenti di 283 milioni di euro in base alle accuse di false rappresentazioni della realtà economica e finanziaria, come da prospetti e documentazioni distribuiti dal gruppo a partire dal 2008.

Non si tratta nemmeno di una cifra definitiva, in quanto la stessa dirigenza ha ammesso che le azioni degli investitori potrebbero aumentare sia per quanto riguarda la quantità che le richieste risarcitorie; e si attende anche la sentenza del processo penale che si tiene a Milano in cui 353 soggetti si sono costituiti come parte civile.

Tra le richieste più importanti c’è quella del gruppo Coop Cetro Italia, che ha citato in giudizio Mps a luglio, in quanto ritiene falsificati i rapporti inerenti gli aumenti di capitale delle annate 2008, 2011 e 2014: in tutto il risarcimento chiesto ammonta a 137 milioni di euro.

A muoversi contro Mps è anche Riscossione Sicilia, che ha chiesto 106 milioni per la cessione di una partecipazione nella quale sarebbe stato riscontrate “sopravvenienze passive”.

Nel frattempo Mps ha aperto un progetto di consolidamento dei crediti in sofferenza, per circa 10 miliardi, cedendo 27 miliardi di sofferenze lorde per circa un terzo del loro valore, attraverso una cartolarizzazione cui parteciperà il fondo delle banche Atlante II. In seguito è previsto un aumento di capitale per cinque miliardi.

Novità in vista anche per quanto riguarda l’azionariato, in quanto il Tesoro è divenuto primo azionista con il 4% in seguito all’uscita parziale di Fintech, che ha abbassato la partecipazione dal 4,5 al 2,25%.