Una delle più grandi società finanziarie d’America e del mondo con sede a New York, la J.P. Morgan, ha perso circa 2 miliardi di dollari a causa di una serie di investimenti sbagliati. Cerchiamo di ricostruire insieme l’accaduto. J.P. Morgan Chase & Co. ha dovuto ammettere davanti a tutti di aver subito perdite pari a 1,54 miliardi di euro a causa di investimenti sbagliati. A dirlo è l’amministratore delegato della società, James Dimon che è anche un personaggio di spicco di Wall Street.

Dimon, alla chiusura della giornata di contrattazioni, giovedì scorso, ha tenuto una conferenza stampa, riportata in parte dal Wall Street Journal, facendo autocritica in merito alla strategia dell’istituto di credito: complessa, male approvata e male eseguita.

Le perdite – dicevamo in apertura – sono state decise dal CIO di Londra che ha valutato i rischi che la parte americana dell’azienda avrebbe corso. Il bello è che anche alla guida del Chief Investment Office c’è Bruno Iksil che è un altro banchiere molto conosciuto.

Tutti avevano sperato nella ripresa economica e con una fitta rete di transazioni avevano scommesso su questa prospettiva. Il valore delle obbligazioni societarie sarebbe stato determinante.

Grazie ai guadagni del primo quadrimestre del 2012, la società non registrerà delle perdite, ma la solidità storica di questa azienda non può essere l’unico strumento di valutazione.