Le piccole e medie imprese in crisi di liquidità hanno chiesto una moratoria alle banche per avere la possibilità di gestire la ripartenza delle attività senza il peso del piano d’ammortamento dei crediti chiesti in precedenza. Ma l’accordo con l’Abi non è ancora arrivato.

C’è un precedente che fa sperare le imprese italiane: la moratoria firmata il 3 agosto del 2009, proprio alla vigilia della crisi. In quell’occasione sul mercato industriale italiano furono lasciati 5 miliardi di liquidità utilissimi alle aziende in crisi.

Adesso si chiede una nuova moratoria che duri almeno fino alla fine dell’anno, fino al dicembre 2012. L’Abi è chiamata a pronunciarsi e sembra voglia intervenire non tanto sulle singole aziende quanto piuttosto su determinate linee di credito. In questo frangente però preoccupano le prospettive sull’economia italiana.

In particolare le banche sono sul piede di guerra perché si prevede un periodo di recessione il che vuol dire che le aziende non pagano ora e potrebbero non pagare nemmeno in futuro con una crisi del sistema dei crediti.

Certo è che se il governo impone delle scelte agli istituti di credito (per esempio la concessione di conti zero spese per i pensionati che devono ricevere per forza l’assegno con RID), questi non possono ottemperare a tutti gli altri impegni.