Moody’s ha ridotto a sorpresa il rating dell’Italia. Il colpo di scure è stato annunciato nella notte. L’agenzia di rating statunitense ha abbassato il giudizio sul debito sovrano italiano, tagliandolo di due gradini. La raccomandazione sui titoli di Stato italiani è così passata da A3 a Baa2, appena due punti sopra il livello “junk”, ossia il livello spazzatura. L’outlook è rimasto negativo, lasciando aperta quindi la possibilità di nuovi declassamenti. Si tratta della seconda bocciatura in cinque mesi, dopo il taglio dello scorso febbraio. 

Sull’Italia pesa anche l’instabilità politica

La decisione di Moody’s riflette la situazione critica nell’Eurozona e i rischi di contagio da Spagna e Grecia. “L’Italia ha maggiori rischi di conoscere un aumento significativo dei costi di finanziamento o di non poter più avere accesso al mercato rispetto a cinque mesi fa, a causa della fiducia sempre più fragile, un rischio contagio da Grecia e Spagna e segnali di erosione della base di investitori stranieri”, spiega l’agenzia di rating nella nota diffusa oggi.

L’agenzia ha aggiunto che le proiezioni economiche dell’Italia nel breve termine si sono “deteriorate” e di prevedere una crescita più debole e una disoccupazione più alta. Tanto da far ritenere gli obiettivi di riduzione del deficit a rischio. Una eventualità, che se si verificasse, indebolirebbe ulteriormente la fiducia del mercato, aumentando il rischio che il paese non si possa più finanziare dopo i mercati finanziari.

L’agenzia riconosce che le misure adottate dal governo Mario Monti sono state positive: “Il governo ha proposto un programma di riforme che ha il potenziale per migliorare notevolmente la crescita di lungo termine e le prospettive di bilancio”. Tuttavia, l’outlook rimane negativo. “Loutlook – spiega Moody’s – riflette il rischio nell’implementare queste riforme”. Non solo. Sul futuro del Paese incombe anche un rischio politico, che aumenta con l’avvicinarsi del voto della prossima primavera.

Nella loro nota mattutina gli analisti di FXCM spiegano che le motivazioni alla base della decisione risiedono nell’instabilità politica che si sta acuendo e che troverà il proprio apice nella prossima primavera, quando ci saranno le elezioni: “Il governo Monti a suon di voti di fiducia sta andando avanti per la propria strada ed è opinione comune tra gli analisti che, inquadrando le scelte di Monti [...] tali decisioni probabilmente cominceranno a non trovare più l’approvazione da parte dei diversi gruppi politici”.