Moody’s torna a colpire l’Italia. Dopo il downgrade al rating del Paese avvenuto settimana scorsa, questa volta a cadere sotto la scure dell’agenzia di rating sono 23 enti locali, 10 banche e altrettante società infrastrutturali italiane.

Tra gli enti locali, l’agenzia di rating statunitense ha abbassato il giudizio della Lombardia (a Baa1 da A2), del Lazio (a Baa3 da Baa2), delle provincie autonome di Trento e Bolzano (entrambe ad A3 da A1) e delle città di Milano (a Baa2 da A3) e Napoli (a Ba1, livello spazzatura). I tagli sono diretta conseguenza del declassamento dei titoli di Stato italiani deciso il 13 luglio scorso dagli stessi analisti.

La bocciatura di Moody’s, come anticipato, ha riguardato anche alcuni istituti di credito. L’agenzia ha tagliato di uno o due gradini il giudizio di lungo termine su 10 istituti di credito e di tre il rating emittente. Unicredit e Intesa Sanpaolo scendono a Baa2 con outlook negativo, mentre Credito Emiliano passa a Baa3. I rating di Cassa Depositi e Prestiti e Ismea sono stati allineati a quello sovrano.

Colpite anche alcune società di servizi di pubblica utilità tra cui Terna, Acea ed Eni. Il giudizio di Poste Italiane va a Baa2 da A3 con prospettive negative. Quest’ultimo downgrade è stato causato, a detta degli esperti, dall’esposizione dell’azienda alla difficile situazione macroeconomica italiana, visto l’ampio portafoglio di titoli di Stato detenuto. Il rating sul Cane a sei zampe scende a A3/P-2 con outlook negativo.