In economia si può dire – più o meno – tutto ed il contrario di tutto. E così Moody’s torna a dire la sua sulla crisi – che sembra eterna – della zona Euro. L’agenzia di rating ritiene poco probabile lo scenario secondo il quale Atene uscirebbe dal club dei paesi che usano l’Euro come valuta interna, e questo anche nel caso in cui vinca la sinistra estrema di Syriza.

Ovviamente il rischio è aumentato, e le cause sono “le recenti turbolenze politiche in Grecia” e le elezioni anticipate. Ma in ogni caso i rischi sono più bassi rispetto al picco della crisi – ovvero il 2012 – e “rimane relativamente improbabile“. Il virgolettato riguarda un report pubblicato da poco dal Moody’s Investor Service. Difficile non condividere che “qualunque uscita dalla moneta unica sarebbe un momento determinante per l’euro: mostrerebbe che l’unione monetaria è divisibile, non irreversibile» – le parole questa volta sono di Colin Ellis, storico autore dei report sull’area euro di Moody’s.

Se si dovesse verificare l’evento più catastrofico – l’uscita dall’Euro -, questo evento “potrebbe probabilmente innescare una nuova recessione nel resto della zona euro, l’impatto di credito sarebbe meno pronunciato che nel 2012 perché il rischio contagio da un’uscita della Grecia dall’euro è più basso e i politici ormai si sono dotati di strumenti più forti per limitare i danni da un tale evento” – anche questo virgolettato è di Colin Ellis.

L’agenzia di rating si lascia anche andare a valutazioni che sicuramente verranno riprese da chi pensa che l’Italia dovrebbe ritornare alla lira, perché pronosticaeffetti positivi sul lungo termine per la Grecia in caso di ritorno alla dracma: “La crescita della Grecia potrebbe superare quella del resto dell’area euro“.

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