Le banche italiane non sono in buona salute, una percezione che è sicuramente condivisa da tanti utenti alle prese con le richieste di mutuo, ma che adesso è suffragata dal declassamento operato dall’agenzia di rating Moody’s

Moody’s ha deciso per 26 istituti di credito tricolore, un taglio del rating che porta questo indicatore a livelli ancora più bassi di quelli già raggiunti. Adesso infatti le banche italiane sono veramente ai minimi storici e Moody’s spiega che riflettono solo la vulnerabilità economica dell’Italia.

Anche l’outlook espresso per queste banche è negativo, quindi non si spera certo in una resurrezione in tre giorni di contrattazioni.

Nel declassamento di Moody’s sono stati coinvolti anche grandi gruppi bancari come Unicredit e Banca Intesa. Ma i presupposti c’erano, basta andare indietro nel tempo fino a febbraio quando l’agenzia di rating declassò già l’Italia e altri cinque paesi alle prese con i debiti sovrani.

A livello tecnico, il declassamento di Moody’s indica un reale rischio per i finanziamenti nel nostro paese, tale da poter bloccare le prospettiva di crescita. In più c’è da valutare l’outlook negativo che illustra altri possibili downgrade futuri e testimonia un momento delicato per l’Italia e per l’area Euro.

Sul sito dell’agenzia di rating è disponibile il testo integrale in inglese della rating action italiana.