Intervenuto in videoconferenza al 22esimo Congresso Nazionale dell’Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) in svolgimento a Palermo, il presidente del Consiglio Mario Monti ha sottolineato come il suo Governo sembri avere perso l’appoggio dei cosiddetti poteri forti perché non incontriamo favori in un grande quotidiano nazionale, considerato voce autorevole dei poteri forti, e in Confindustria.

Agire in fretta in Europa

Monti ha commentato anche lo scenario economico, sottolineando che i momenti difficili non sono alle spalle. Un chiaro segnale in tal senso arriva dal ritorno a livelli elevati dello spread nelle ultime settimane, spiegato dal Monti con la crisi di fiducia. Il Premier si è, però, detto fiducioso “che le ultime discussioni porteranno a dei risultati poiché sta crescendo la consapevolezza della necessità di agire in maniera veloce”, ed ha rimarcato come l’eurozona deve dimostrare nei fatti la concreta volontà di preservare la moneta unica e porre fine al circolo vizioso tra la vulnerabilità del settore bancario e la crisi del debito sovrano.

Secondo Monti, tre sono i cardini da cui deve ripartire l’Europa: Eurobond, supervisione su banche e garanzie collettive su depositi. Con riferimento agli Eurobond, il premier ha confermato che “La proposta rimane sul tavolo, bisogna iniziare a mettere sul mercato debito congiunto dei 17 membri della moneta unica europea in tempi non troppo lunghi e anche trovare il modo per le banche di rafforzare il proprio capitale senza gravare sui rispettivi governi nazionali”.

Intervenuto a sua volta al Congresso Nazionale dell’Acri, il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, ha auspicato un cambio passo per l’Unione Europea, di cui ci sarebbero già i primi segnali.