Lo spread, il cosiddetto “termometro della crisi”, è tornato a far paura. Nelle ultime sedute il differenziale di rendimento tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco è passato da 420 ad oltre 480 punti base, per poi ripiegare oggi in area 460 punti base. Il rendimento del bond decennale italiano è così ritornato sopra la soglia critica del 6 per cento. E’ in questo scenario che il premier Mario Monti ha parlato alla Camera, all’indomani dell’incontro con Alfano, Bersani e Casini, i tre leader che sostengono l’esecutivo tecnico guidato dall’ex commissario Ue.

Monti ha dichiarato che se dal Consiglio europeo del 28-29 giugno usciranno misure credibili a sostegno della crescita lo spread italiano diminuirà. Di conseguenze caleranno gli interessi da pagare sul debito pubblico e verrà allontanato lo spettro del contagio. Ma allora perché il differenziale con il Bund tedesco rimane ancora così elevato? La risposta di Monti è immediata: debito pubblico molto alto e scarsa crescita. Per questo, il premier assicura che il Governo sta lavorando ad un altro pacchetto di misure per stimolare la crescita che verrà presentato nei prossimi giorni.

Spostando lo sguardo fuori dai confini nazionali emergono i problemi dell’Eurozona, seguiti con particolare interesse e apprensione dal presidente statunitense, Barack Obama. E proprio la delicata situazione europea, a detta di Monti, sarà al centro delle discussioni del G20 del Messico di questo fine settimana. Il premier ha infatti sottolineato che l’Europa e l’Italia stanno attraversando una fase cruciale, anche se la posizione del nostro Paese è più rafforzata rispetto agli scorsi mesi.