Il destino del nostro paese è intimamente legato alle scelte politiche di una sola persona, Mario Monti. O almeno così sembra di percepire seguendo alcuni dibattiti sulla scena economico-finanziaria globale. Nel caso il cui il premier andasse in Europa, che prospettive ci sarebbero per l’Italia. 

Abbiamo già visto che gli investitori sarebbero gratificati molto da un Monti bis o dalla permanenza dell’attuale premier nella compagine del prossimo governo, come ministro dell’Economia. In questi due casi lo spread dovrebbe restare stabile.

Idem se si considera un passaggio di Monti al Colle, visto che il ruolo di Presidente della Repubblica è comunque quello di garante. Monti sarebbe la garanzia della continuità delle riforme.

Ma se Monti decidesse di sostituire Van Rompuy alla Presidenza del Consiglio europeo nel 2014? Se l’attuale premier dovesse decidere di lasciare la politica, i catastrofisti prefigurano generalmente il default con uno spread che sale a quota 1200.

La maggior parte degli analisti, però, conviene sul fatto che Monti, oggi, rappresenta una garanzia per i conti italiani e per l’attuazione delle riforme strutturali destinate a rilanciare l’Italia nello scenario economico europeo. Il che vuol dire che se il prossimo governo, forte di centro destra o forte di centro sinistra, sarà in grado di dare continuità alle riforme, non dovrebbero esserci problemi.

In alternativa, conservare per Monti un posticino al governo, sarebbe fondamentale.