Quando si parla di effetto Monti ci si riferisce alla tessitura diplomatica curata dal premier in persona che ha fatto riguadagnare posizione sul terreno della credibilità al nostro paese. Con delle enormi ricadute anche sotto il profilo finanziario.

Monti ha contribuito a ristabilire la credibilità nel nostro paese, riportando a piazza Affari gli investitori. Vediamo che effetti ci sono stati nella Borsa, sui risparmi degli italiani e sui mutui già stipulati o da stipulare.

Per quanto riguarda la borsa, adesso è tornato l’ottimismo, un sentimento che si traduce anche in un incremento dei rendimenti finanziari: +11 per cento dall’inizio dell’anno e +18 per cento dai minimi storici raccontati a novembre. Adesso non si può certo dire che siamo usciti dalla fase critica, ma si può tirare un sospiro di sollievo.

Per quanto riguarda il risparmio, indirettamente interessa le tasche di tutti i privati cittadini. Il fatto è che se cresce l’ottimismo nei riguardi del nostro paese, vuol dire che diminuisce lo spread e si devono pagare meno interessi per i prestiti richiesti nelle aste di Bot. Un rendimento più basso equivale ad un recupero sul PIL. Nel primo periodo dell’anno si è “risparmiato” e quindi guadagnato un volume di euro equivalente al 2,7 per cento del prodotto interno lordo.

Sospiri di sollievo anche per chi aveva un mutuo e si trova ora a risparmiare anche 300 euro l’anno.