Monti non mette in discussione gli impegni che prima di lui hanno siglato Berlusconi e Tremonti con gli altri leader europei. Ma il suo ritorno a Bruxelles è pieno di equivochi.C’è da dire che Mario Monti è il nuovo premier italiano ed ha eredato stile, compostezza, serietà e tenore dall’ambiente accademico ma i suoi discorsi, fin troppo aperti e chiari, non sono molto “politici”.

Le cose sono andate così. Mario Monti si è presentato in Europa con il suo charme che ha convinto i colleghi dell’UE, pronti a dire che l’Italia è tornata nel paese che conta, che ha recuperato la credibilità che gli mancava, e via dicendo.

Però ha anche avvertito i suoi “ascoltatori” che c’è un rischio reale per l’euro e che se anche fosse necessario cambiare le regole, sarebbe necessario farlo per tutti gli stati, non solo per l’Italia. Monti parla poi di meno crescita, di meno risanamento.

Parole che preoccupano l’Italia ma danno da pensare anche al resto degli stati. Tanto che quando il premier arriva nella residenza dell’ambasciatore italiano presso l’UE per incontrare gli eurodeputati italiani, il suo telefono e quello dei collaboratori non fanno altro che squillare.

I mercati hanno recepito con preoccupazione il suo discorso, ma in fondo ha detto soltanto la verità.