Da Piazza Affari a Bruxelles è sempre Mario Monti a tenere banco. Il premier, durante la conferenza finale dell’Eurogruppo, ha parlato dell’accordo raggiunto nella notte per evitare il default della Grecia e del pacchetto sulla semplificazione fiscale che venerdì approderà in Consiglio dei Ministri. I leader europei hanno dato il via libera al secondo piano di aiuti alla Grecia da 130 miliardi di euro allontanando così lo spettro della bancarotta incontrollata di Atene. Un accordo che, a detta del premier, è stato un bel risultato per la Grecia e per l’intera Eurozona e che nell’immediato toglie i rischi di contagio.

Sempre rimanendo sull’accordo salva-Grecia, Monti ha assicurato che la partecipazione dei privati sarà importante, anche se i dettagli verranno illustrati dal presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker. Tenere sotto controllo i conti pubblici resta fondamentale ma adesso, come già dichiarato ieri a Piazza Affari, per il premier è il momento di concentrarsi sulla crescita. Il risultato è la lettera in 8 punti, promossa da Roma e firmata da altri 11 Paesi europei (non da Germania e Francia), con le ricette per stimolare la ripresa economica.

Non c’è solo l’Europa nella parole di Monti, che è tornato a soffermarsi sulla semplificazione del fisco che approderà venerdì in Consiglio dei Ministri. Il premier ha dichiarato che per la riduzione delle tasse bisogna aspettare, sconfessando di fatto le indiscrezioni di stampa che avevano previsto un taglio dell’aliquota Irpef minima al 20% dal 23%, ovvero quella sui redditi da 7 a 15 mila euro lordi l’anno. Dal CdM potrebbe invece nascere un fondo dove far confluire le risorse ricavate dalla lotta all’evasione. Lotta all’evasione che secondo il premier potrà garantire robusti benefici. Nel provvedimento che verrà varato dal CdM ci saranno quindi alcune norme per rendere più semplice il sistema fiscale.