Slittano ancora i tempi per la messa a punto del piano industriale della più antica banca al mondo. Il Monte dei Paschi ha infatti nuovamente posticipato il consiglio di amministrazione chiamato ad approvare il piano messo a punto dall’ad Fabrizio Viola per raccogliere i 3,2 miliardi di euro necessari per rafforzare il patrimonio della banca come richiesto dall’Eba (European Banking Authority). La riunione originariamente in calendario il 15 giugno era stata spostata a lunedì 25 giugno ed ora è slittata a domani 26 giugno.

Le opzioni sul tavolo di Mps

Di conseguenza slitterà di un giorno (27 giugno) anche la presentazione alla comunità finanziaria del nuovo piano industriale 2012-2015 dell’istituto senese. All’appello mancano 1 miliardo di euro visto che l’ad Viola ha recuperato 2,3 miliardi di euro grazie alla drastica riduzione dei costi operativi e alla vendita di Biverbanca e dalla possibile cessione di una parte degli sportelli di Antonveneta.

Tra le opzioni allo studio per reperire le nuove risorse finanziarie ci sarebbero, secondo indiscrezioni di stampa, l’emissione dei Co.co. bond, la possibilità di ricorrere ai Tremonti Bond ed eventualmente un nuovo aumento di capitale. Tra le opzioni allo studio anche l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti.

Domani dovrebbe poi essere annunciata la vendita del 60% di Biverbanca. In gara per rilevare la quota posseduta da Mps nella banca piemontese ci sono la Popolare di Vicenza e la Cassa di Risparmio di Asti e, secondo indiscrezioni di stampa, nelle casse senesi dovrebbero finire circa 200 milioni di euro. L’Ad Viola nei giorni scorsi aveva invece dichiarato che il marchio Antonveneta non è in vendita, mentre erano circolate voci di un interessamento da parte di Deutsche Bank e BNL per circa 150-200 sportelli dell’istituto padovano.