Sembrerebbe di essere in Italia… Il mondiale in Brasile tra qualche giorno sarà finito, e dai posteri verrà ricordato soprattutto per i troppi soldi spesi. Con i suoi 11 miliardi di euro (dieci volte i soldi previsti all’inizio) vanta il record di mondiale più costoso della storia… Un mucchio di soldi per una manifestazione che durerà un mese in un paese dove ci sono più di venti milioni di persone povere

Allo scandalo della spesa si è aggiunta nei giorni precedenti al calcio d’inizio della manifestazione la notizia sui presunti casi di corruzione relativi al mondiale in Qatar nel 2022. Qualche giorno dopo è arrivata un’altra rivelazione che fa capire che genere di gente guida il calcio mondiale. Secondo un giornale inglese, il Sunday times, i 25 componenti del comitato esecutivo della Fifa si sarebbero raddoppiati gli stipendi – in segreto ma non troppo.

Alle brutte figure non c’è mai fine, perché la polizia brasiliana in questi giorni ha svelato l’operazione Jules Rimet, in omaggio all’ideatore della Coppa del Mondo, che ha riguardato lo smercio di biglietti in diverse partite del mondiale. Tra i nomi coinvolti ci sono il padre del campione brasiliano Neymar, l’ex ct Carlos Dunga, il fratello di Ronaldinho, i campioni del mondo ’70 Carlos Alberto e Jairzinho, l’ex nazionale Junior Baiano. Tutti si sono affrettati a smentire…

L’unico preso con le mani nella marmellata è Humberto Grondona, figlio di Julio Grondona, padre padrone del calcio argentino e vice di Sepp Blatter. Il soggetto ha ammesso di aver rivenduto a prezzo maggiorato qualche biglietto omaggio di cui disponeva, ma ha negato di essere l’alto funzionario Fifa che passava i biglietti all’algerino Mohamadou Lamine-Fofana, il super-bagarino che doveva rivendere i tagliandi gratuiti a prezzo decuplicato.
Vedremo gli sviluppi. Ma quel che risulta sempre più chiaro e che da rifondare non sia solo il palazzo del calcio italiano

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