Moleskine, la società del leggendario taccuino nero degli artisti e intellettuali, tra cui Vincent Van Gogh ed Ernest Hemingway, si spinge un po’ più in là e per la prima volta parla di una possibile quotazione in Borsa. E lo fa a margine della presentazione dei positivi risultati del 2011.

Conti 2011: prosegue il percorso di crescita

L’annuncio di valutare l’ingresso in Borsa è avvenuto ieri a margine della presentazione dei risultati del 2011, che hanno registrato utili e vendite in salita. Ma vediamoli nel dettaglio.  Moleskine, controllata al 67,7% dal fondo di private equity Syntegra Capital, ha archiviato il 2011 con un giro d’affari in crescita del 24,8% a 66,6 milioni di euro. “Questa crescita – precisa la società – ha riguardato tutte le aree di business e i mercati geografici in cui l’azienda è presente, ed è frutto della strategia di ampliamento della gamma di prodotti, del costante allargamento del network distributivo e del continuo incremento della notorietà della marca”. L’utile netto nel 2011 si è attestato a 15,8 milioni, in aumento del 31,1% rispetto ai 12 milioni del 2010. “Per il 2012 ci aspettiamo di continuare nel nostro percorso di crescita grazie all’ulteriore miglioramento della nostra presenza distributiva nei mercati chiave, alla crescita delle nuove collezioni introdotte nel corso del 2011 e allo sviluppo delle vendite online attraverso il nostro e-store – ha commentato l’a.d. Berni – La redditività continuerà ad essere in linea con i livelli storici”.

La storia di Moleskine

Moleskine nasce come marca nel 1997, riproducendo il leggendario taccuino degli artisti e intellettuali degli ultimi due secoli. Oggi, come ama ricordare la società, il nome Moleskine identifica una famiglia di oggetti nomadi: dai taccuini alle agende, per poi passare agli strumenti per scrivere e agli oggetti per leggere.

Dal gennaio del 2007 Moleskine è anche il nome dell’azienda proprietaria del marchio registrato in tutto il mondo. Qualche mese prima, nell’autunno del 2006, la casa editrice Modo&Modo è stata acquistata da SGCapital Europe, ora Syntegra Capital che mantiene il controllo della società con una quota del 67,7%. Gli altri investitori sono Index Ventures con il 15,2%, lo storico fondatore Francesco Franceschi con il 10,6% e il management con 6,5%.