Il modello 730 consente di ottenere rimborsi fiscali in tempi molto più brevi: grazie al sostituto d’imposta, il contribuente si trova questi soldi già nel mese di luglio. Con il modello Unico i tempi sono invece decisamente più lunghi – e ci sono pure dei termini di decadenza. Questo vantaggio legato al 730 non è per tutti, visto che non possono presentare questo modello chi deve dichiarare redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione, redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva (come ad esempio i redditi percepiti da chi esercita arti e professioni in forma abituale), o redditi diversi, come i proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende (o chi concede in affitto o usufrutto un’impresa). Non possono presentare il 730 nemmeno i lavoratori dipendenti se non sono residenti in Italia, o se devono presentare la dichiarazione anche per contribuenti deceduti.

D’altra parte chi presenta il modello Unico ha il vantaggio di avere una scadenza più lontana. Il modello 730 va inviato entro il 7 luglio, mentre per la trasmissione telematica dell’Unico c’è tempo fino al 30 settembre. La scadenza più lontana può portare alcuni contribuenti a scegliere l’Unico se devono pagare un conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi perché saranno chiamati a versare queste somme più tardi – chi può presentare il 730 ha la possibilità di scegliere l’Unico, ma il viceversa come abbiamo visto non sempre vale.

La scelta del modello da compilare – fermo restando i casi in cui è possibile presentare solo l’Unico – dipende dalla situazione e dalle caratteristiche dei singoli contribuenti. Per esempio se bisogna pagare un conguaglio la scelta può logica sarebbe quella del modello Unico, ma il contribuente deve accettare un certo grado di complicazione determinato dal fatto che dovrà compilare e versare uno o più modelli F24 – a seconda se deciderà di versare il conguaglio in un’unica soluzioni o in più rate.