Il modello RED è la dichiarazione che i lavoratori titolari di trattamenti pensionistici legati al reddito sono tenuti a presentare all’INPS annualmente. In base al RED l’INPS ricalcola e comunica al pensionato l’ammontare della pensione.

Sono tenuti al RED tutti i pensionati che percepiscono prestazioni previdenziali e assistenziali integrative collegate al reddito soggetto a parziale cumulo. In alcuni casi vanno considerati anche i redditi di coniuge e figli.

Si tratta, in particolare, delle prestazioni assistenziali (assegno sociale, trattamenti erogati in favore degli invalidi civili, maggiorazioni sociali) e di alcuni trattamenti a carattere previdenziale tra cui l’integrazione al trattamento minimo, l’assegno ordinario di invalidità e la pensione ai superstiti.

Ricordiamo che l’assegno sociale è una prestazione assistenziale che prescinde dal versamento dei contributi ed è erogata in favore di soggetti in condizione economiche disagiate con almeno 65 anni e 7 mesi di età (requisito che viene periodicamente adeguato alle aspettative di vita).

L’importo dell’assegno (pari a 448,07 euro per 13 mensilità nell’anno 2017) dipende dal reddito del pensionato e dell’eventuale coniuge e sarà pieno solo se non si possiede alcun reddito.

In caso di assegno sociale hanno rilevanza i seguenti redditi di titolare e coniuge:

  • Lavoro dipendente e assimilati prestato in Italia e all’estero;
  • Arretrati di lavoro dipendente in Italia e all’estero riferiti ad anni precedenti;
  • Redditi da lavoro autonomo (redditi prodotti da: lavoro autonomo, professionale e d’impresa,  coltivatori diretti, mezzadri e coloni,  imprenditori agricoli a titolo principale, artigiani ed esercenti attività  commerciali, iscritti alle gestioni previdenziali amministrate dall’Istituto; ogni altro reddito da lavoro autonomo prestato in Italia o all’estero, anche occasionale, indipendentemente dalle modalità di dichiarazione a fini fiscali;  reddito agrario nel caso in cui il titolare del reddito sia intestatario di partita IVA);
  • Reddito da pensioni dirette erogate da Stati esteri;
  • Reddito da pensioni ai superstiti erogate da Stati esteri;
  • Arretrati da pensione estera;
  • Interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e dei titoli di Stato, proventi di quote di investimento, soggetti a ritenuta d’acconto alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva dell’IRPEF, etc.;
  • Redditi da immobili diversi dalla casa di abitazione;
  • Altri redditi assoggettabili all’IRPEF (assegni di sostentamento, redditi di capitale, dividendi, redditi di partecipazione in società e imprese);
  • Rendite vitalizie o a tempo determinato costituite a titolo oneroso;
  • Altri redditi non assoggettabili all’IRPEF (esempio voucher);
  • Prestazioni assistenziali in danaro erogate dallo Stato o altri Enti pubblici;
  • Ammontare dell’IRPEF pagata nell’anno;
  • Pensioni estere per infortuni sul lavoro (Redditi da prestazioni erogate da Enti esteri a seguito di malattia professionale o incidente sul lavoro che hanno privato l’interessato dell’attitudine al lavoro per tutta la vita; redditi di pensione estera concessi ai minatori che abbiano lavorato per almeno 20 anni nelle miniere di carbone del Belgio e per i quali sia stata riscontrata una malattia professionale che non abbia determinato un’inabilità lavorativa permanente; redditi derivanti da rendita per malattia professionale concessa dal FDMP – Fond des maladies professionnelles);
  • Assegni periodici corrisposti dall’altro coniuge – ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli – in conseguenza di separazione legale o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e gli alimenti corrisposti ai sensi dell’art. 433 c.c., nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria;
  • Prestazioni coordinate e continuative – lavoro a progetto.

Fonte: INPS.