Non so quanti di voi ricorderanno il suo anno di nascita – credo pochi. Era il lontano 1992, ed il settimo governo Andreotti introduce il modello 730. L’innovazione non è di poco conto, perché per la prima volta i rimborsi delle imposte vengono dal sostituto d’imposta e non dai vecchi uffici delle imposte – della serie qualche volta lo Stato fa qualcosa di giusto.

Il successo di questo modello di dichiarazione dei redditi è dato dai numeri: nel 1999 i contribuenti che presentavano il 730 erano poco più di 11.650.000, quest’anno dovrebbero essere – secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate – quasi venti milioni. Come spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, “Il successo maturato in questi ultimi 15 anni va ricercato nei tempi relativamente brevi con i quali il fisco riesce ora a rimborsare i contribuenti italiani, nel costo tutto sommato contenuto per chi si rivolge ad un Caf o ad un professionista e nella relativa semplicità di compilazione per coloro che hanno deciso di redigere in proprio il 730“.

Il segretario della Cgia spiega anche che “Per coloro che non hanno alcuna conoscenza della materia, ma sono intenzionati a redigere il modello 730 in piena autonomia da qualche anno è possibile consultare un manuale per le istruzioni composto da un centinaio di pagine. Ovviamente, il contribuente non deve studiarlo interamente; tuttavia, deve leggere attentamente i paragrafi che gli interessano direttamente per evitare di perdersi nei meandri del fisco italiano. Un’operazione non certo semplicissima“.

Secondo le stime fornite dalla Cgia di Mestre, gli oneri detraibili a cui ricorrono più spesso i contribuenti italiani quando presentano il modello 730, sono le spese sanitarie: nell’anno passato quasi 8,9 milioni di lavoratori dipendenti hanno ottenuto per questa via uno sconto fiscale che è stato in media pari a 143 euro. Vi hanno fatto spesso ricorso anche i pensionati: nel 2014 sono stati 6,5 milioni per uno sconto fiscale di 175 euro.

Chi ha presentato più modelli 730 nell’anno passato a livello regionale? In prima posizione c’è ovviamente la Lombardia – nel 2014 è stata superata quota 3.358.000. Dietro di lei c’è il Lazio – più di 1.792.000 dichiarazioni dei redditi presentate -, mentre al terzo posto troviamo il Veneto – siamo a quota 1.781.000 modelli. Ultima posizione in classifica per la Valle d’Aosta: siamo a poco più di 46.600 modelli 730 presentati nel 2014.