I professionisti ed i Caf, con l’apposizione del loro visto di conformità sul modello 730, si assumono una reponsabilità precisa su quanto dichiarato, perché in caso di contestazione da parte dell’Agenzia relativi alla dichiarazione sono tenuti a versare l’imposta, la sanzione (30%) e gli interessi che fino a pochi anni fa sarebbero stati richiesti al contribuente – fatto salvo il caso di dolo o colpa grave di quest’ultimo.

Questo impianto sanzionatorio ha sollevato da più parti dubbi di costituzionalità della norma – per la violazione dell’articolo 53 della Costituzione. Per mitigarlo è stata inserita la possibilità di correggere eventuali errori accertati dopo l’invio del modello. L’apposizione di questo visto infedele può essere corretta attraverso l’invio di una dichiarazione rettificativa entro il 10 novembre dell’anno in cui è stata prestata l’assistenza. In questo caso il Caf o professionista deve versare la sola sanzione – ridotta a 1/8 del minimo – mentre la maggiore imposta e gli interessi sono a carico del contribuente.

I professionisti ed i Caf sono considerati responsabili solo del controllo, sul piano formale, della conformità tra la documentazione esibita e i dati inseriti nel modello 730. Non possono essere considerati responsabili degli errori compiuti dagli uffici che hanno fornito le documentazioni da presentare in sede di dichiarazione dei redditi. sottoscrivano una specifica polizza assicurativa. I professionisti ed i Caf, visto il nuovo carico di responsabilità che gli è stato imposto, hanno l’obbligo di stipulare un’assicurazione di responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti e al numero dei visti di conformità rilasciati.