Nei giorni scorsi ho scritto spesso della possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso per poter pagare – in particolare l’Irpef -, nel caso in cui ci accorgiamo di aver compiuto un errore nella redazione della nostra dichiarazione dei redditi.

L’errore non è ovviamente l’unico caso in cui possiamo avvalerci di questa possibilità. Si può ricorrere al ravvedimento operoso in ogni occasione in cui non abbiamo pagato – o non abbiamo pagato integralmente – le imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi o a quella Iva, così come l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute alla fonte operate dal sostituto d’imposta.

In tutte queste situazioni si può sanare la propria posizione davanti all’Agenzia delle Entrate pagando l’imposta dovuta, gli interessi – calcolati in base al tasso legale calcolato dall’ultimo giorno valido in cui sarebbe potuto essere effettuato il versamento fino al giorno in cui è stato effettivamente eseguito -, e la sanzione in misura ridotta.

L’ultimo punto, per le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011, è pari, al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta, oppure il 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa.

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