L’oro trova sostegno nelle risultanze arrivate ieri sera dalle minute della Fed, con la banca centrale Usa propensa ad agire se la situazione economica non migliora. Il prezzo spot dell’oro  si è portato fino a quota 1.667 dollari l’oncia, sui massimi da inizio maggio, beneficiando anche della debolezza del dollaro Usa, valuta in cui è quotato il metallo giallo.

Fed: nuove misure di stimolo se quadro economico non migliora

“Nel breve periodo molti membri ritengono che una nuova fase di allentamento monetario sia da considerarsi giustificabile”. È quanto si legge nei verbali dell’ultima riunione (31 luglio -1 agosto) del board della Federal Reserve, la Banca centrale statunitense. Il mercato ha subito puntato su un aumento delle probabilità di un QE3 se non si dovesse assistere a un effettivo rafforzamento sostanziale e sostenibile della ripresa economica. L’economia statunitense risulta esposta a diversi rischi, in particolare la crisi europea con l’economia dell’Eurozona che già nel secondo trimestre dell’anno ha registrato una crescita negativa.
“Il tono sorprendente utilizzato nelle minute ha accresciuto le aspettative che la banca centrale americana possa agire con ulteriori stimoli monetari già a partire dal prossimo mese di settembre”, commenta Michael Hewson, senior market analyst di CMC Markets. La prossima riunione della Fed è in agenda il prossimo 12-13 settembre.