Il nuovo ministro dell’economia del governo Renzi, Pier Carlo Padoan, è stato tra il 1992 ed il 2001 professore di Economia al College of Europe ed è stato visiting professor in Italia, Argentina, Giappone, Polonia e Belgio (per passare poi ad insegnare economia all’Università La Sapienza di Roma). E’ stato  direttore della Fondazione Italianieuropei - il think thank di Massimo D’Alema, e tra il 1998 al 2001è stato consigliere economico presso la presidenza del Consiglio dei ministri, prima con Massimo D’Alema e poi con Giuliano Amato (e da questa posizione ha svolto un ruolo di coordinamento della posizione italiana a livello europeo e di G8).

Tra il 2001 e il 2005 è stato Direttore esecutivo per l’Italia del >Fondo monetario internazionale con responsabilità su paesi come Grecia, Portogallo, San Marino, Albania e Timor Est, ed ha svolto incarichi di consulenza per la Banca centrale europea, la Banca Mondiale e la Commissione Europea, prima di diventare, il 1 giugno 2007, vice segretario generale dell’Ocse e due anni dopo anche il capo economista.

Era da pochi mesi il nuovo presidente dell’Istat al posto di Enrico Giovannini. La sua azione dovrebbe centrarsi sulla riduzione delle tasse sul lavoro – il famigerato cuneo fiscale. Al contrario pensa che “le tasse che danneggiano di meno la crescita sono quelle sulla proprietà, come l’Imu“. Sarebbe anche a favore di una patrimoniale – che in realtà nel nostro sistema di imposta c’è già sugli attivi finanziari…