Su oltre 900 milioni di iscritti, 83 milioni sono fasulli. Stiamo parlando di Facebook: secondo una stima della stessa società, circa il 9% dei profili sono duplicati o intestati a personaggi storici, ad animali o sono semplici modi per veicolare promozioni varie. Il numero diventa di un certo interesse per gli inserzionisti pubblicitari, che vedono nei “mi piace” il maggior valore del social network di Mark Zuckerberg. Valore che, se si guardano le quotazioni sul listino americano, è crollato solo ieri di oltre 400 milioni di dollari.
Il titolo Facebook ha chiuso la seduta di giovedì a 20,04 dollari, in calo di oltre il 4% dal giorno prima e del 47% dal prezzo dell’Ipo. In giornata la società di Manlo Park aveva toccato i minimi storici a 19,82 dollari.
Perde così posizioni il ventottenne Mark Zuckerberg nella classifica dei dieci uomini più ricchi nel campo della tecnologia redatta da Bloomberg: secondo l’agenzia internazionale, ora davanti all’enfant prodige di Harvard ci sarebbe il fondatore di SAS James Goodnight, che possiede 400 milioni di dollari in più nel proprio patrimonio personale.

Salgono a tre intanto i professionisti che hanno salutato Facebook per andare a lavorare altrove: Katie Mitic, che lavorerà per una start up mobile, e Ethan Beard che avvierà un proprio business. A giugno era stato il chief technology officer Bret Taylor a lasciare il nido.