Focus

Poche variazioni per gli indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average guadagna lo 0,02%, l’S&P500 lo 0,04% e il Nasdaq Composite lo 0,55%. Contrastati i listini europei con il FTSE 100 di Londra che ha evidenziato una crescita dello 0,14%, il Dax di Francoforte dello 0,35% mentre il Cac di Parigi ha segnato una flessione dello 0,44% e l’Ibex di Madrid dello 0,16%. Luci e ombre sulle cifre macroeconomiche pubblicate in giornata negli States. Bene il comparto del lavoro, delude invece il settore immobiliare. Si avvicina sempre di piu’ intanto l’election day (6 novembre) e la sfida tra i due candidati si sta spostando sempre di piu’ negli swing states (Ohio e Florida tra tutti). Positive le trimestrali annunciate da alcune imprese del paese a stelle e strisce (Procter & Gamble, ConocoPhillips, Symantec e Wynn Resorts). Grande attesa per la pubblicazione alla chiusura di Wall Street delle cifre di Apple. Riteniamo che il gruppo della mela morsicata possa mostrare ancora risultati solidi (consensus ricavi per 36,2 mld di dollari e eps a 8,80 dollari per azione).
Italia: pesante calo per Unicredit
A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dell’1,13% a 15528 punti, peggiore performance nelle Borse del Vecchio Continente. Forti vendite su Unicredit (-3,52%) che ha appesantito il comparto bancario italiano. Stimiamo che l’istituto italiano abbia risentito dell’outlook negativo delineato da Nomura. Male anche Telecom Italia (-3%) dopo la decisione di France Telecom di tagliare il dividendo. Bene invece il settore del lusso.

Valute: euro/dollaro debole a 1,2950
Tra le valute, sessione negativa per il cambio euro/dollaro sceso fino a 1,2950 mostrando segnali di debolezza.

Macro: brillanti dati pubblicati negli States
Sul fronte macro, positivi i dati macro sul mondo del lavoro e sul comparto industriale. Il Dipartimento del Lavoro ha evidenziato che le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono scese di 23 mila unità da 392 mila (dato rivisto) a 369 mila (consensus 372 mila unità). Il Dipartimento del Commercio ha mostrato che gli ordini di beni durevoli hanno registrato nel mese di settembre una crescita del 9,9% m/m (consensus +7% m/m). L’indice core escluso il settore dei trasporti ha segnato un incremento del 2% m/m (consensus +1% m/m). Delude invece il dato sulle vendite di case con contratti in corso che a settembre ha segnato un aumento dello 0,3% (consensus +2,3%).

Titoli di Stato: spread btp/bund a 328 pb
Sul fronte governativo il differenziale di rendimento tra il btp decennale e il bund tedesco a 10 anni si e’ attestato a 328 pb.

Commodity: oro rimbalza a 1716 dollari l’oncia
Tra le commodity, timida reazione per l’oro che risale a 1716 dollari l’oncia dopo aver toccato ieri bottom delle ultime sette settimane a 1699 dollari l’oncia. Il cfd sul light crude si è attestato a 86,30 dollari al barile.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist, IG