Quando nel febbraio 2011 Microsoft e Nokia avevano annunciato l’accordo per l’esclusiva della piattaforma Windows Phone sui Lumia in marketing e ricerca erano stati in tanti a prevedere un’operazione futura più imponente tra i due colossi.
Stephen Elop, già capo della Business Division di Microsoft dal gennaio 2008 al settembre 2010, responsabile per Microsoft Office e Microsoft Dynamics, era allora diventato Ceo di Nokia da pochi mesi (il primo non finlandese della storia della società) e le previsioni su un suo pronto ritorno alla corte del colosso di Bill Gates a seguito dell’acquisto della società allora leader nel mercato dei telefonini erano le più accreditate.
Le cose non sono andate perfettamente così (almeno fino ad oggi) ma la notizia di questi giorni dell’acquisto della divisione device e servizi di Nokia per 3,79 miliardi di euro e la licenza sui brevetti (mappe comprese) per 1,65 miliardi da parte di Microsoft non ha spiazzato davvero nessuno.
L’operazione, nel complesso, si è chiusa per 5,44 miliardi di euro, 7,17 miliardi di dollaro, e le attività trasferite a Microsoft sono state valutate 14,9 miliardi di euro, circa il 50% delle vendite di Nokia nel 2012.
L’accordo dovrebbe completarsi nel primo trimestre 2014, quando circa 32mila dipendenti dell’azienda finlandese passeranno a Microsoft, compresi 4.700 che sono impiegati nel Paese scandinavo e 18.300 dislocati in tutto il mondo ad occuparsi di produzione, assemblaggio e packaging.

Nasce il Terzo Polo? L’accordo, ricordano i media in questi giorni, era in discussione da tempo, ma le intese sul prezzo sono più volte sfumate.
A complicare il tutto, inoltre, ci aveva pensato la cinese Lenovo, anch’essa interessata a quello che fino a poco più di un anno fa era il numero uno nel mercato di fascia alta dei telefonini, prima di cedere pesantemente il ruolo di leader con l’arrivo dell’iPhone di Apple e degli smartphone Android, quelli di Samsung su tutti. Lo stesso Elop, che ora diventa di diritto uno dei papabili sostituti di Steve Ballmer alla guida di Redmond, è stato più volte criticato per la scelta di Windows al posto di Android sui prodotti Nokia, anche se si è sempre difeso sostenendo che il rischio dei finlandesi era soprattutto quello di sparire dietro i produttori coreani.
Se l’ambizione era dunque quella di dare vita ad un terzo polo già due anni e mezzo fa, ora è arrivato il momento di procedere in tal senso: dai dati Gartner relativi al secondo trimestre 2013, infatti, la percentuale di smartphone Nokia nel mondo risultava pari al 3,1%, contro il 31,7% di Samsung e il 14,2% di Apple, superata anche da Windows (3,3%).