Focus

Proseguono in lieve calo gli indici statunitensi in scia con l’andamento delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,32%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,3% e l’S&P 500 un -0,23%. Deboli le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato in calo dello 0,32%, il Cac di Parigi dello 0,66% e il Dax di Francoforte dello 0,11%. Prima seduta di settimana all’insegna del segno meno per i principali indici mondiali. Vista la mancanza di dati macro significativi gli investitori sono tornati a  concentrarsi sulla Grecia. Il governo guidato dall’ex membro della Bce, Lucas Papademos, non è riuscito a raggiungere un accordo con la coalizione di governo per l’applicazione delle nuove misure di taglio del deficit e sulle riforme strutturali per il rilancio dell’economia, condizione necessaria per ricevere il secondo pacchetto di aiuti da parte della Ue e del Fondo Monetario Internazionale. Secondo il capo dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, senza i nuovi finanziamenti Atene potrebbe fallire entro i prossimi due mesi. Intanto questa mattina il cancelliere tedesco, Angela Merkel, in una conferenza congiunta con il presidente francese Nicolas Sarkozy, ha dichiarato che “il tempo sta per scadere” e che una decisione deve essere presa nel corso dei prossimi giorni. Tra gli investitori c’è stato chi ha preso profitto e chi rimane long sul mercato sperando che si giunga presto all’accordo che possa dare seguito al bullish market. Il timing continua a rimanere un fattore determinante e se i tempi si allungheranno non escludiamo che la propensione al rischio di fondo presente sul mercato possa iniziare a raffreddarsi.

Italia: Fondiaria Sai e Unipol salgono oltre il 30%

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni con un -0,30% a 16.389 punti. La chiusura sopra i 16.300 evidenzia che la forza sottostante rimane intatta. Contrastati i bancari con Banco Popolare best performer (+3,11%) dopo aver annunciato questa mattina di riacquistare azione proprie rientranti nel Tier 1 per circa 4 miliardi di euro. In calo Intesa SanPaolo (-2,4%) dopo l’annuncio di buyback sulla scia di Unicredit e Banco Popolare, per un ammontare di 3,75 miliardi di euro. In rosso Fiat (-2,06%) dopo che Standard&Poor’s ha messo in credit watch il rating sul debito a lungo termine del Lingotto. Accelera nel pomeriggio Telecom Italia (+1,9%) dopo che la società ha fatto sapere di valutare nel prossimo cda del 23 febbraio dove si deciderà sul taglio del dividendo. Fortissimo rialzo per Unipol e Fondiaria Sai (oltre il 30% per entrambe) in scia all’operazione di fusione tra le due compagnie assicurative.

Valute: recupera terreno l’euro contro dollaro e yen

Tra le valute, azzera le perdite nel pomeriggio l’euro contro il dollaro, con il cambio risalito sino a 1,3120 dopo aver toccato un minimo questa mattina a 1,3028. La moneta unica resta fortemente vulnerabile agli sviluppi della questione greca. In ogni caso, la mancata rottura di 1,32 di venerdì potrebbe segnalare che il rimbalzo del cross sia svanito e potrebbe tornare a scendere sino in area 1,2980. Recupera terreno la moneta unica anche contro lo yen, con il cross risalito a 100,50 dopo aver oscillato intorno a 100,00 questa mattina. Mantiene i guadagni di venerdì il biglietto verde contro la valuta nipponica, con il cross a 76,60. Il cambio potrebbe riprendere il proprio percorso nello stretto tranding range 76,60-76,80 nelle prossime sedute, anche se eventuali dichiarazioni da parte del presidente della Fed, Ben Bernanke, davanti al Senato sul mercato del lavoro potrebbero spingere il cambio ai massimi di due settimane fa.

Macro: ordini all’industria tornano a crescere in Germania a dicembre

Sul fronte macro, seduta caratterizzata dalla mancanza di dati macro di rilievo negli Usa. In Europa la fiducia degli investitori della zona euro a febbraio è salita a -11,1 punti, dai -21,1 di gennaio (-15 le attese). Si tratta del valore più alto degli ultimi 7 mesi. Bene soprattutto la componente delle aspettative passata a -6,3 punti dai -23,5 di gennaio. In Germania il dato sugli ordini all’industria di dicembre hanno mostrato un rialzo dell’1,7% su base mensile (da +1% atteso e -4,8% di novembre).

Titoli di Stato: Bce continua ad acquistare Btp

Sul fronte governativo, stabile in area 373 pb lo spread Btp-Bund dopo il rialzo in avvio di seduta in Europa. Riteniamo che dietro al calo ci sia l’azione della Bce intervenuta a placare il ritorno delle tensioni sulla Grecia.


Commodity: oro e petrolio proseguono in calo

Tra le commodity, prosegue in moderato calo l’oro, con il prezzo spot a 1.722 dollari/oncia. Perde terreno anche il petrolio sulla scia dell’andamento delle borse europee. Il cfd sul light crude con scadenza a marzo oscilla ora intorno ai 97,10 dollari/barile, in calo dal massimo di venerdì (98 dollari).

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy