Ancora giù il mercato pubblicitario nostrano.
A febbraio, dati Nielsen, gli investimenti in pubblicità sono crollati del 17,7%, un tonfo ancora più deciso di quello registrato a gennaio, mese in cui la raccolta ha fatto segnare -15,3%.
Su base bimestrale, dunque, il risultato è di -16,5%.
Nielsen, che ieri ha reso noto i risultati, sottolinea come  a febbraio gli investimenti siano diminuiti su tutti i mezzi ad eccezione della Tv, che ‘resiste’ a quota -16,1%: d’altronde, se chiudono le aziende, non si assumono più lavoratori, il credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese è ormai ‘blindato’ e chi lavora rischia di non arrivare a fine mese perché deve pagare ‘gli errori altrui’, se imprese e consumatori, in sostanza, ‘zoppicano vistosamente’, ci sarebbe da meravigliarsi sul serio di un trend del mercato pubblicitario di segno opposto.

Un mercato in discesa libera. Peggiora ancora la raccolta dei quotidiani, che passa nel bimestre a -26,1% dal -25% fatto segnare nel solo mese di gennaio, mentre il calo dei periodici rallenta a -21,6% nel bimestre da -25%.
Internet, in salita del 9% a gennaio, “viene investito in pieno, così come gli altri mezzi,- si legge nel rapporto – dallo stallo politico-istituzionale e dei consumi, e registra un +1,5% che porta il bimestre a +5%”. Grazie alle elezioni è andata invece bene per l’affissione, mentre spaventa la caduta in picchiata della radio, che passa dal -2,2% di gennaio a -27,7% a febbraio, con un cumulato sul bimestre pari a -17,3%.
Giù anche gli spazi, in decremento su tutti i mezzi, anche se, evidenzia Nielsen, in modo meno drastico rispetto al calo della raccolta.
Per quanto riguarda i settori, nel bimestre l’alimentare, che destina in termini assoluti il 90% degli investimenti alla Tv, ha ridotto le spese pubblicitarie del 15,3% (colpiscono il -50% sulla radio e il +51,8% su internet), le automobili sono passate dal -13,3% di gennaio al -25,7% del bimestre (-53,7% gli investimenti sui quotidiani) e le telecomunicazioni hanno chiuso il bimestre a -17,1% (-79,4% gli investimenti sui quotidiani, -61% sui periodici e in aumento quelli su radio e affissioni). Ancora in terreno positivo, anche se in rallentamento, il turismo.

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