In Italia il mercato dei libri è stato in parte penalizzato dalla legge del 2011 contro lo sconto sui libri. Ma al di là di questo provvedimento, come spiega anche l’Associazione Italiana Editori, il mercato dei libri è comunque in flessione. 

L’Associazione italiana editori ha presentato un rapporto sulla “vendita dei libri” dopo un anno dall’entrata in vigore della legge n. 128 del 27 luglio del 2011. Con questa normativa, infatti, è stato introdotto un limite massimo allo sconto sui libri e anche in fase di approvazione c’era stata una forte discussione in aula e tra i consumatori.

Il provvedimento, infatti, sembrava dare molto credito a librai ed editori, penalizzando al tempo stesso i consumatori che risentivano delle minori oscillazioni del prezzo di copertina. All’epoca, con la legge 128 fu definito un giro di vite anche per la vendita per corrispondenza, per l’e-commerce.

La prima azienda ad essere penalizzata, in tal senso, è stata Amazon che degli sconti online ha fatto il suo business. A questo punto, si possono tirare le somme: l’editoria era in crisi ed ora non sta meglio, tanto che gli esperti iniziano a parlare di “crisi strutturale”.

Considerando anche i primi 9 mesi del 2012 nella ricerca si scopre che rispetto al periodo corrispondente del 2011, c’è stato un calo nelle vendite che sono passate da 754,8 milioni di euro a 689,5 milioni di euro.