Il mercato dell’auto italiano è tornato sui livelli del 1979. La triste constatazione arriva da Fiat, che proprio in considerazione dell’andamento negativo delle immatricolazioni sul mercato nazionale si vedrà costretta a interrompere per due settimane l’attività nel suo impinato di Pomigliano d’Arco.

Stop dal 20 al 31 agosto

L’annuncio è giunto in un comunicato del Lingotto nel quale vengono anche snocciolati alcuni dati sul mercato automobilistico europeo (-6,30% nel primo semestre dell’anno) e su quello italiano (-24,4% a giugno e -19,7% nei primi sei mesi del 2012). Dati che confermano come lacrisi delle vendite non accenni a fermarsi e a soffire particolarmente - sottolinea Fiat - sarebbbe il settore della city car dove, con Panda e 500, detiene circa il 60% della quota.

L’equilibrio fra produzione e domanda, fa sapere la società guidata da Sergio Marchionne, è stato realizzato con periodici ricorsi a sospensioni della produzione nei vari stabilimenti con utilizzo della cassa integrazione.

Per lo stabilimento di Pomigliano, in crescita produttiva dall’inizio dell’anno, non era stato fino ad oggi necessario alcun intervento. Oggi, però, la situazione impone di ridurre la produzione per evitare inutili e costosi accumuli di vetture. E quindi, dopo la chiusura estiva, Fiat ha deciso che la fabbrica si fermerà per due settimane, dal 20 al 31 agosto.