La picchiata dei prezzi delle case sembra non avere fine. Secondo uno studio di Tecnocasa – si tratta, come molti di voi sapranno di uno dei leader nel settore dell’intermediazione immobiliare -, i prezzi sul mercato immobiliare sarebbero scesi anche nel primo semestre 2015 – in media del 2,5%. Il segno meno dura dal 2008. In quell’anno la caduta è stata del 6,3%, seguita da un -4,2% (2009), -1,1% (2010), -4,7% (2011), -10,5% (2012), -8,9% (2013), -7,3% (2014).

Dati che non possono non far venire più di qualche dubbio a chi investe nel settore (anche alla luce dell’aumento delle tasse sugli immobili) – vale comunque la pena comprare una casa dove vivere. Soprattutto perché in un periodo di tassi zero. La Bce sta inondando di liquidità gli istituti di credito, e quindi è abbastanza semplice ottenere un mutuo ventennale con un tasso fisso che si attesta poco sopra il 3% – mentre per gli investitori frse è il caso di aspettare tempi migliori.

L’unica ragione per cui si può parlare di una ripresina del mercato immobiliare è rappresentata dal fatto che stanno tornando a crescere il numero delle compravendite immobiliari – anche se a ben vedere restiamo lontani dai picchi di una decina di anni fa. Nel 2004 le compravendite sfioravano quota un milione, oggi siamo poco sopra le 430.000. L’unico mercato che sta mostrando chiari segni di ripresa è quello dei mutui, con erogazioni, nel primo trimestre dell’anno in corso, in crescita del 35% rispetto allo stesso periodo del 2014 – oltre 7 miliardi di euro di fatturato. L’importo medio di un mutuo in questo periodo ha superato quota 110.000 – e ovviamente il prodotto più ricercato era quello a tasso fisso, che rappresenta quasi il 70% dei mutui erogati. Le durate più comuni sono compresi tra i 21 ed i 30 anni.