Cosa succede al mercato immobiliare italiano? Secondo l’Istat, anche nel 2014 il valore degli immobili nel nostro paese hanno segnato un calo del 4,2% – mentre nel 2013 il segno meno aveva toccato il 5,7%. Complessivamente i prezzi delle case si sono ridotte dell’11,5% tra il 2010 ed il 2014. Il segno meno per il 2014 è determinato da un -5% dei prezzi delle abitazioni esistenti (mentre nel 2013 il calo era stato ancora maggiore -7%), ed il -2,2% dei prezzi di quelle nuove (contro il -2,4% del 2013). Da registrare poi che i prezzi delle abitazioni nuove per la prima volta hanno prezzi medi inferiori a quelli del 2010.

Il nostro istituto di statistica rileva anche che nell’ultimo anno il calo del mercato immobiliare è in attenuazione, e che si sono osservati i primi segni di ripresa, rappresentati in particolare dall’aumento dei volumi scambiati – l’anno scorso si è registrato un +3,6%. A questo dato bisogna affiancare la crescita del mercato dei mutui, che nel mese di febbraio ha segnato un significativo +39%. Secondo il direttore generale di Nomisma Luca Dondi, il calo dovrebbe continuare anche quest’anno di un altro 4-5%, l’anno prossimo si tornerà al pareggio e solo dal secondo semestre del 2017 si tornerà ad una crescita dei prezzi.

Per Nomisma si potrà ritornare a crescere quando il quadro economico ripartirà, in particolare per quanto riguarda la maggiore propensione delle banche a concedere prestiti. Per Confedilizia invece la colpa della mancata ripresa è dovuta alla tassazione eccessiva. “Dall’Istat, immancabilmente, arrivano nuovi dati negativi sul mercato immobiliare, in crisi ormai dall’inizio del 2012, anno d’introduzione dell’Imu. Questa volta i numeri riguardano i prezzi, in calo da oltre tre anni“. I valori espressi dall’Istat sarebbero “persino sottostimati, non potendo essi evidenziare la perdita di valore che hanno subìto tutti quegli immobili che ad un atto di compravendita non riescono neppure ad arrivare, a causa del blocco che il mercato continua a soffrire“. L’unica inversione di tendenza possibile “è dare un segnale forte di inversione di tendenza sulla tassazione degli immobili, quasi triplicata rispetto al 2011. Solo in questo modo può sperarsi di restituire fiducia, e quindi possibile sviluppo, ad un settore stremato“.