Il peso degli Yuan si fa valere anche negli USA. E dopo l’Europa, i cinesi puntano al mercato immobiliare statutitense. E fin qui l’argomento non ci lascia sbalorditi. Se non che, a differenza di come è accaduto ad esempio a Milano, dove i cinesi oltre ad aver acquistato la Chinatown della città Ambrosiana si sono spinti verso il quadrilatero della moda, stanno puntando decisamente verso situazioni di default. Oltre ovviamente ad edifici prestigiosi.

Lo scopo del popolo di Mao, il palese mantenimento delle proprietà sotto stress fino al momento in cui i prezzi non riprenderanno il galoppo. A testimoniare la mossa, come riportato dal Wall Street Journal, è l’ultimo acquisto della Dongdu Interntional, che all’inizio di questo mese con 13,6 milione di dollari, si è aggiudicata due famosi edifici di Detroit (ricordiamo che Detroit ha praticamente dichiarato il fallimento amministrativo).

Altro colpo grosso, è stato l’acquisto del Cassa Hotel di New York, la cui proprietà non naviga certo in buone acque. Comunque l’obbiettivo cinese, è l’acquisto con la successiva speculazione;  la forza economica attuale del paese asiatico, permette di effettuare operazioni che l’Occidente oggi non ha le forze nemmeno di pensare.

E gli investimenti cinesi nel settore immobiliare degli states, sono in forte crescita. Zhang Mingeng, presidente di Gran China Fund, gestisce un fondo di ben 4 miliardi di dollari destinato ad investimenti nel mattone. Secondo Mingeng attualmente negli Stati Uniti ci sono grosse opportunità di investimento, che potranno fruttare nel medio lungo termine.

E in Italia? L’Italia spaventa tutti gli investitori esteri con le varie tasse applicate sul mattone, che nuocerebbero gravemente ad un investimento a lungo termine, come quello effettuato dai cinesi nel nuovo continente.