Timidi segnali di ripresa del mercato immobiliare. Secondo l’Osservatorio sul Mercato Immobliare di novembre di Nomisma, il 2014 dovrebbe rappresentare l’anno di inversione del ciclo, perché dovremmo tornare ad assistere ad una ripresa delle quantità scambiate. L’incremento in volume delle trattative dovrebbe essere alla fine dell’anno pari al 3,7% – e del 5,5% nelle 13 città maggiori.

Per assistere ad una nuova ripresa del settore ci vuole però “una rinnovata iniezione di credito e un’ulteriore revisione dei prezzi”. Da rilevare come il quadro tracciato da Nomisma sia simile nelle linee generali con quello tracciato dall’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, secondo il quale c’è stato “l’aumento delle compravendite di abitazioni nelle otto maggiori città italiane (+3,8%)”.

Un valore mediano che dipende dal “boom di  città come Firenze (+12,6%/em>), Bologna (+10,8%) e Genova (+10,3%), mentre la situazione a Torino e Napoli è diametralmente opposta: -5,5% e -6,3%“.

Il problema da superare secondo Nomisma – e non solo – è dato dai milioni di famiglie che praticamente non hanno la possibilità di accedere al mercato immobiliare per acquistare una casa. Dare risposta a questi potenziali acquirenti potrebbe ridare slancio al mercato e riportare il mercato delle costruzioni alla crescita. Questo punto di vista sul mercato immobiliare italiano è condiviso anche da un’analisi della McKinsey.

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