Il mercato immobiliare italiano non riesce a rialzare la testa e rimane alle prese con la diminuzione della domanda, un aumento dell’offerta, una persistente distanza tra richieste dei proprietari e disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti,  un allungamento delle tempistiche di vendita. E’ quanto emerge dalla conferenza stampa di Tecnocasa sull’andamento del mercato immobiliare e creditizio in Italia che si è tenuta oggi a Milano. La casa resterà pur sempre uno dei desideri in cima alla lista degli italiani, ma le difficoltà sono davvero molte e si sono intensificate nell’ultimo periodo. L’inasprimento del quadro economico del Belpaese e una crescente selettività da parte del sistema bancario hanno infatti frenato la ripresa del settore immobiliare anche in questo semestre, durante il quale il ridimensionamento dei prezzi e delle transazioni immobiliari ha raggiunto la percentuale più elevata dal 2007. Come se non bastasse ai criteri sempre più restrittivi adottati dalle banche e alle preoccupazioni legate al mondo del lavoro che vede una disoccupazione in crescita nei primi sei mesi dell’anno si sono aggiunte le perplessità per l’introduzione dell’Imu, sebbene occorre precisare che al momento non si ravvisano effetti sul segmento della prima casa.

Ecco una sintesi del rapporto diffuso oggi da Tecnocasa “Il mercato immobiliare: tendenze in atto e risvolti futuri“.

I tempi di vendita

Nel mese di luglio i tempi di vendita nelle grandi città sono di 191 giorni, nell’hinterland delle grandi città di 217 e nei capoluoghi di provincia di 219.

Prezzi immobiliari

Sono state le grandi città e il loro hinterland a mostrare la contrazione più sensibile dei valori, rispettivamente con -5,4% e -5,3%. A seguire i capoluoghi di provincia con -4,4%. Nelle grandi città i ribassi più accentuati si sono registrati  a Bari con -8,2% e Bologna con -8%. Milano è stata la città dove la diminuzione  dei prezzi è stata meno accentuata (-2,8%) mentre le abitazioni della capitale perdono il 5,3%.

Domanda ed offerta

La domanda abitativa è in diminuzione, a muoversi sul mercato sono tutti quei potenziali acquirenti che hanno già l’intero capitale da destinare all’acquisto dell’abitazione o buona parte di esso. Nella scelta di un’abitazione grande attenzione viene data alla presenza degli spazi esterni, alla disposizione degli spazi interni, allo stato del condominio e al posizionamento in zone tranquille e poco trafficate.

L’analisi della domanda nelle grandi città italiane evidenzia una maggiore concentrazione delle richieste per i trilocali con il 35,2%. A seguire il bilocale che raccoglie il 30,7% delle preferenze. Rispetto a sei mesi fa si nota una diminuzione della concentrazione sui piccoli tagli e un aumento su quattro locali e cinque locali. A Milano, Roma e Napoli la tipologia più richiesta è il bilocale.  Anche negli altri capoluoghi di regione è il trilocale la tipologia preferita dai potenziali acquirenti, raccoglie infatti  il 50,2% delle preferenze. Nelle grandi città l’analisi della disponibilità di spesa continua a registrare una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro.

Previsioni

In che direzione andrà il mercato immobiliare e quanto durerà ancora questa correzione dei valori? Difficile al momento dare delle indicazioni. In base ai nuovi dati raccolti si rivedono ancora al ribasso le previsioni immobiliari per il 2012. “Riteniamo che entro l’anno i prezzi nelle grandi città potranno avere un’oscillazione compresa tra  -9% e -7% e che le compravendite residenziali  potrebbero essere circa 500 mila” affermano dall’ufficio studi di Tecnocasa sottolineando che “il comportamento dei potenziali acquirenti sarà influenzato dalla situazione economica del Paese, dalle politiche delle banche, dal grado di fiducia sulla ripresa”. E se le difficoltà attuali, come il mantenimento del posto di lavoro, la capacità di risparmio e di conseguenza all’accesso al credito, permarranno sarà difficile ipotizzare una svolta nel  breve periodo. Tecnocasa chiude con una piccola nota di ottimismo per il comparto. “E’ anche vero che le famiglie italiane hanno sempre avuto un’affezione molto forte nei confronti della casa posizionandola al primo posto nelle scelte di impiego dei propri risparmi e qualora i prezzi dovessero continuare nel loro sentiero di discesa si aprirebbero sicuramente nuove opportunità di acquisto da cogliere” concludono.